La Nave della Cultura

Stiamo navigando ormai da tanto sul grande oceano della crisi generalizzata, nel marasma dell’ignoranza e della corrosione dei rapporti sociali. In queste brutte acque, è la barca della Cultura ad offrire altri orizzonti di apertura mentale, di consapevolezza, di democrazia. Nave pirata e pericolosa, incontrollabile e spaventosa. La nave della Cultura è anti-economica: produce pensiero e libero pensiero, arte, forme creative che sublimano la realtà, immagini e immaginario. E così diventa il bersaglio delle cannonate di un mercato assetato di profitti e immerso nel mare della concorrenza. La nave della Cultura è pericolosa perché sovversiva: è la fucina dei piccoli sogni e delle grandi utopie. La Cultura è disordine perché propone un ordine diverso. Questa nave è inafferrabile perché naviga sulle onde delle sensazioni, delle percezioni, usa la ragione e la prende in giro, è fatta di materia onirica: peggiore incubo dei poteri. La Cultura è l’allarme della società: se la società sta bene, naviga a gonfie vele, se la società subisce il peso delle gabbie, rischia di affondare portando con se la società stessa. Per controllare un popolo, basta affondare questa barca, assediarla, svuotarla, buttando a mare il suo carico di rivendicazioni, la ricchezza dei suoi rapporti sociali, la sua capacità aggregativa. E ora, la zattera fa fatica a tenere la barra sul mare dell’impoverimento culturale, dei fondi tagliati, del modello di pensiero unico calato dall’alto.

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